IL VALORE DELLE EUROMONETE TRA VANE ILLUSIONI E FALSE SPERANZE

a cura di Luigi Amabile, Vicepresidente CCNI - Circolo Culturale Numismatica Italiana

PREFAZIONE
Il presente articolo vuole indirizzare il desiderio di conoscenza verso la giusta compresione, ponendo fondamenta intrinseche di significato numismatico.

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Un oggetto di uso comune, un oggetto del nostro quotidiano: la moneta, nel caso in essere le monete in euro.
Ma quanti prestano o hanno prestato attenzione al resto della spesa?
Nelle abitudini collettive si è inclini ad una conta veloce delle euromonete da resto o in portafogli. Generalmete l’attenzione posta alla singola moneta è relativamente bassa se non nulla, tanto da ignorare le molteplici coniazioni che variano da Paese a Paese dell’Eurozona, al punto da meravigliarsi per una tipologia di conio nuova, mai vista prima, quando essa, in tempi non remoti, in maniera più che plausibile, sia già passata tra le nostre mani. Tendenzialmente tali abitudini cambiano o stanno per cambiare. L’approccio al resto della spesa diviene attento e meticoloso, frutto di una campagna a favore delle false rarità, di monete dal fantomatico valore accresciuto da vane illusioni e false speranze.
Fissiamo quindi dei punti cardine: il denaro e più contestualmente la moneta, sia essa in euro o in lire del vecchio conio; l’attenzione mediatica, relativa ai mass media o da essi prodotta o promossa al fine di pubblicizzare determinati prodotti o servizi e gli ormai innumerevoli annunci di proposta di vendita, di determinate tipologie di monete a corso legale ma anche fuori corso, che nella grande maggioranza dei casi vengono posti in essere con caratteristiche prive di fondamento veritiero e/o verificabile.
Esaminando i punti cardine del nostro dibattito non troviamo in verità alcun elemento concreto di novità. Il denaro da sempre è potere di acquisto, l’interesse per qualunque moneta ritrovata è innato e volge al fine del mero valore venale nella grande maggioranza dei casi, l’attenzione mediatica rende tali notizie tra le più cliccate sul web, in più gli annunci di vendita menzionati poc’anzi tendono a confondere e a mescolarsi in maniera disordinata con le notizie prive di fondamento veritiero e/o verificabile.

In questo contesto, ormai molto spesso, appaiono le più disparate richieste di valore, inerenti ad una piuttosto che ad un altra euromoneta da circolazione, poste in essere all’interno di molteplici piattaforme di condivisione dedicate, quali forum o gruppi facebook. Tendenzialmente si è inclini a mostrare ogni nuova tipologia di conio vista, ma determinate monete seguono un andamento ciclico nelle richieste di valore, tanto da essere citate in maniera particolare nel presente articolo:



Moneta da 1 euro Grecia 2002

La moneta in questione risulta, in modo non veritiero, essere rara se avente la lettera S all’interno della stella ad ore 6 al dritto (faccia diversa nelle euromonete e più nello specifico il lato della moneta in cui è raffigurato il viso del sovrano o il simbolo dell'autorità emittente. Il rovescio è l'altro lato che in genere indica il valore nominale della moneta e/o altre raffigurazioni. Nelle euromonete è la parte comune). Sfatiamo il mito considerando che la moneta in questione ha una tiratura di 50.000.000 di pezzi coniati, che la rende molto comune e di facile reperibilità dalla normale circolazione. Nella più netta maggioranza dei casi si presenta consunta e molto circolata, affiancata dalla moneta "gemella" che non riporta la S nella stella, coniata in 61.500.000 esemplari. Analizzando le due tirature non si può non prendere atto degli innumerevoli pezzi esistenti e la considerazione più significativa è dovuta al fatto che le due tipologie di conio differiscono solamente per circa il 10% su totale coniato. Il suo valore pertanto rimane quello facciale. La differenza di conio, ovvero la presenza della lettera S, è dovuta al fatto che tali monete sono state coniate presso la zecca di Vantaa (Finlandia) al fine di alleggerire l’ingente carico di monete da coniare alle officine della zecca greca.

Degna di nota è l’immagine della civetta coniata al dritto, rappresentativa di un'antica moneta ateniese, tetradramma, risalente al V° secolo a.C., riproposta sugli euro odierni data la rilevanza storica.

Tetradramma di Atene. La civetta, l'animale sacro della dea Atena.







Moneta da 2 euro Grecia 2002

Come per il nominale da 1 euro anche questa moneta presenta due tipologie di conio, aventi la S a differire dalle monete coniate dalla zecca greca, in relazione ai 70.000.000 di pezzi coniati in Finlandia. Come si evince, in questo caso, la tiratura dei pezzi coniati è anche maggiore rispetto alla moneta da 1 euro. Le monete coniate in Grecia risultano avere una tiratura di 75.400.000 pezzi. Segue la stessa analisi per la moneta da 1 euro greca, moneta molto comune, coniata in un quantitativo elevato e dal valore nominale.


La raffigurazione del dritto questa volta ci propone una scena tratta da un mosaico di Sparta risalente al III secolo d.C., raffigurante Europa rapita da Giove che assume le sembianze di un toro.

Ratto di Europa (Mosaico del III secolo d.C.), rinvenuto a Byblos e conservato al Museo nazionale di Beirut.




Monete da 2 euro Commemorative

Questa tipologia di monete da 2 euro per la circolazione ordinaria differisce dalle normali coniazioni standard di ogni singolo Paese europeo che siamo abituati a vedere, per la moltitudine di rappresentazioni poste in essere sulle stesse. Per definizione possiamo affermare che la moneta commemorativa celebra o commemora ricorrenze di avvenimenti storici oppure richiama l’attenzione su eventi attuali di portata epocale, può ricordare episodi o personalità rilevanti. Viene coniata da ogni singolo Paese per un massimo di due monete in un anno, celebrando un avvenimento verificatosi nel Paese stesso di emissione o comune a tutti, di portata europea, a distanza di uno specifico arco temporale, commemorando generalmete l’anniversario dello stesso. Tali monete possono indubbiamente suscitare interesse tra gli appassionati di numismatica per la vastidutine di rappresentazioni proposte che possono essere certamente raccolte al fine di allestire una collezione e seppur godono di tirature relativamente piu basse rispetto alle ordinarie emissioni da 2 euro, il loro presumibile valore oltre il facciale si rifà ai concetti che definiremo di seguito nel presente articolo.

Da cosa è dovuto il valore di una moneta e contestualmente di una moneta da 2 euro?

Risulta essere banale domandare il valore di una moneta a corso legale sulla quale è già indicato il suo valore nominale, ma entrando nel dettaglio andremo a definire alcuni parametri che possono influire su di esso.
Definiamo l’interesse che una determinata moneta riscuote tra gli appassionati o collezionisti come la brama di possedere la stessa al fine del proprio appagamento personale e culturale. Continuiamo col definire la reperibilità di tale moneta sul mercato o dalla circolazione e la sua tiratura, ossia il quantitativo coniato, come rarità della stessa in termini di apparizione ed inoltre la conservazione della medesima in termini di usura, dovuta generalmente al normale sfregamento delle monete raccolte insieme in tasca, che tendenzialmente quanto più ben conservate più appagano il raccoglitore o collezionista.

Intrecciando i parametri sopra elencati avremo che una moneta avrà maggiore valore quando essa susciterà un elevato interesse, sarà difficile da reperire e si troverà nella condizione di conservazione perfetta, come appena uscita dalla zecca o FDC (Fior di conio: moneta in stato zecca, esente da usura del metallo e graffi, dalla brillantezza o lustro totale. Non circolata).

Tali parametri quindi, tendono ad influenzare in maniera significativa la domanda/offerta di mercato determinando il valore più o meno contenuto rispetto al valore nominale.

Riportando l’attenzione sui nostri 2 euro commemorativi, di cui davavamo plausibile il suscitamento di interesse e le tirature relativamente basse, notiamo sul mercato odierno che l’offerta copre di gran lunga la domanda, annullando, per la quasi totale maggioranza delle monete circolate, l’incremento di valore rispetto al loro valore nominale e accrescendo di poco oltre il facciale il valore per le monete in stato zecca che comunemente e ordinariamente subiscono un incremento al netto del loro valore pari a qualche centesimo di euro, fino ad un euro o poco più. Da un indagine di mercato si nota che rientrano nell’analisi di cui sopra inoltre, le euromonete Principato di Monaco, San Marino e Vaticano, anche in tagli inferiori al 2 euro.

Esistono poche, anzi pochissime e rare eccezioni di monete destinate alla circolazione aventi un valore nettamente superiore al facciale, molto difficili da trovare nel resto della spesa, quasi del tutto improbabile, ed in conservazione pari allo stato zecca. Alcune monete degne di considerazione poste alla circolazione potrebbero provenire accidentalmente e per caso puramente fortuito, dalle serie complete di monete riservate ai collezionisti, particolarmente curate nel conio, generalmente custodite in confezioni di pregio, il cui prezzo di acquisto è superiore al valore nominale.
Il valore di tali monete è da ricercare esclusivamente su specifici cataloghi cartecei e da non confondere assolutamente con il valore proposto negli articoli sul web e/o negli annunci di vendita privi di ogni fondamento numismatico.

Va inoltre spesa una piccola nota a favore del concetto di FDC. Un euromoneta o generalmente una moneta moderna è tale quando in stato zecca ed esce dalla stessa confezionata a mo’ di rotolino in scatole monotaglio di cartone non trasparente, atte a raggruppare le stesse in un numero determinato per tipologia. Le monete poste in rotolino una volta uscite dallo stesso cominciano un lungo percorso circolativo perdendo gradualmente la caratteristica di cui sopra ed il probabile o fantomatico valore numismatico intrinseco oltre il facciale.

rotolino

Esempio di monete poste in rotolino zecca.

Il CCNI – Circolo Culturale Numismatica Italiana si riserva di aggiornare in maniera continuativa e costante il presente articolo, seguendo l’andamento delle richieste di valore presunto per le euromonete.

CONTENUTI
Tetradramma di Atene. La civetta, l'animale sacro della dea Atena.
Ratto di Europa (Mosaico del III secolo d.C.), rinvenuto a Byblos e conservato al Museo nazionale di Beirut.

3 commenti su “IL VALORE DELLE EUROMONETE TRA VANE ILLUSIONI E FALSE SPERANZE

  1. Mario Palladino Rispondi

    Dove posso vedere tutte le monete commemorative, esiste un sito?

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